Parlando di libri fotografici. II parte

L’hotel a Rotterdam guardava uno degli innumerevoli canali della città. La sera era arrivata da tempo e la giornata dedicata esclusivamente ad un’intensa frequentazione della Biennale di Fotografia. Il bar dell’hotel era comodo, i divani e le poltrone invitavano a discussioni oziose. Quale miglior argomento che la musica rock mischiata con l’arte moderna. Così tra birre, fumo e ore che ci portavano nella notte, Lewis, Monica e Daniele trovarono il modo d’infervorarsi sul disco perfetto per ogni cantante o gruppo nel complesso universo del rock. L’ora si era fatta tarda, la discussione latitava, ma un argomento nasceva nel corridoio andando verso le camere: trovare il libro perfetto per ogni fotografo. Il bar, sempre affollato, e l’atmosfera invitavano a riprendere la contesa sul libro fotografico perfetto per ogni fotografo, conosciuto e sconosciuto, oppure perso nelle pieghe dell’editoria degli anni 90. Nessun risultato diventava certo, ognuno dei contendenti aveva una propria visione, comunque rimaneva in ognuno la volontà di trovare il libro definitivo dell’opera fotografica. Negli anni a seguire la conversazione continuerà e ancora fa parte delle discussioni quando si pianificano in famiglia gli acquisti di autori noti e spesso, poco conosciuti. Arrivati a destinazione, alcuni libri sono consultati spesso, altri meno, alcuni vengono lasciati negli scaffali per mesi e poi rivisti sperando sia in atto un invecchiamento positivo come in certi vini, pochi vanno nel settore dei dimenticati. La selezione di libri, nel programma 2018, dedicata alla singola opera per un autore è il risultato di analisi e anche acquisti alla cieca. Exiles di Josef Koudelka apre la stagione. Questo volume, è idealmente il primo di una serie, nella fotografia contemporanea, che esplora visivamente le espressioni personali dell’autore, senza un soggetto manifesto. Seguirà Desert Cantos – Richard Misrach il volume ideale che rappresenta un esempio mirabile del libro fotografico inteso come forma artistica. Marzo dedicato a Varianti – Guido Guidi che si candida ad essere un “libro sui lavori fotografici” insostituibile, per l’appassionato che per il collezionista, nella visione di un autore difficile, che giunge al suo primo libro con un accumulo di soggetti difficili da districare. Primavera per due fotografici britannici agli antipodi. A green a pleasant land – John Davie s è uno sguardo “vedutista” sull’Inghilterra degli anni 80, sul paesaggio cambiato dopo la deindustrializzazione. In flagrante – Chris Killip è l’angoscia della stessa Inghilterra durante il decennio della signora Tachter. Concluderà la prima parte della stagione nelle notti già calde, le fotografie bollenti di Weegee, fotografo di strada nella grande città di New York. The Workers – Sebastiao Salgado ci porterà verso la fine del periodo estivo con la sua possente visione dei lavoratori nel mondo. Il sale della terra. On duty – Arnold Odermatt un poliziotto fotografo che con ironia feroce ritrae se e i suoi colleghi nelle funzioni di ordine pubblico. Un libro da vedere e un autore veramente tanto bizzarro, quanto interessante. Hot light – Alex Webb, il sogno fotografico a colori, di molti autori, fattosi stampa sotto forma di un libro tra i più intriganti negli ultimi trent’anni. Chiuderemo l’anno con Revealing territory – Mark Klett un saggio fotografico sulle orme dei pionieri della fotografia americana dei grandi spazi, rivisti dopo oltre cento anni. Come nella musica rock alcuni di questi fotografi hanno fatto il botto per poi tornare in profili medi e talvolta scomparire, altri sono dei giganti che hanno il loro nome nella storia della fotografia e le loro opere sotto gli occhi di mezzo mondo. Come ogni DJ che si rispetti ho creato un’insalata fotografica che penso possa piacere agli amanti delle immagini. Alcuni autori hanno bisogno di uno spazio corposo e così ho creato delle selezioni monotematiche riguardanti Lee Friedlander, il fotografo che ha percorso generi e soggetti come un bulimico lasciato libero in un supermercato nelle ore di chiusura. Apriremo lo scrigno di American monuments, un libro fondamentale nella fotografia di paesaggio. Lui stesso un monumento che Friedlander erige, giovane, nel panorama della fotografia mondiale. Flowers and trees è un saggio fotografico totalmente diverso, quasi al opposto del libro precedente. America by cars è la fantasia al potere con gli occhi di un uomo che ha continuamente fotografato tutto ciò che il mondo offriva. Luigi Ghirri è il nume della fotografia italiana moderna. Merita di essere rivisto con tre volumi che sono, il primo, Kodachrome, il manifesto programmatico della sua poetica, Il profilo delle nuvole, lo sviluppo di una stagione imperdibile della fotografia italiana e un riassunto intelligente, completo ed esaustivo della fotografia di Luigi Ghirri quale è Camera con vista. I mesi autunnali sono dedicati all’opera omnia di Eugene Atget, il fotografo ambulante che ha tracciato il primo alfabeto della fotografia moderna di paesaggio, operando come un batterista fuori tempo. Prenderemo in esame una selezione delle sue fotografie operata da John Szarkowski e poi ci delizieremo con i volumi del Moma a lui dedicati per finire con una possente antologia per conoscere questo gigante della fotografia moderna.

Il programma fotografico è ricchissimo quasi opulento, il festival durerà tutto l’anno a scadenze prestabilite, Siate previdenti, invece che cercare, al ultimo momento, i biglietti ai cancelli, con il rischio di perdere qualcosa di vostro particolare interesse, associatevi in una forma che sia consona a quanto volete vedere. Le sedie sono ancora disponibili.

Informazioni e iscrizioni info@laboratoriodelfotografo.it

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